Quella volta che...
Ottoetrentacinque ne ha, di storia. Davvero tanta. Molto più di questo blog. Vent'anni sono tanti... i racconti e gli aneddoti si sprecano. Divertentissimi.
Ma ci sono anche momenti di sacrificio, di passione, di sudore, tutto per l'attaccamento all'azienda (o al proprio stipendio).
Oggi la Talpa stava sfogliando le sue agende, che conserva fin dalla sua assunzione (si, non aveva un cazzo da fare) e si è prodigata in un "ah, pensa, nel 2005 facevo anche 4 ore di straordinario al giorno!"
Indubbiamente, lodevole. Se non che, questa, è successo una volta sola. Ed è una delle più grandi storie (o forse, favole) della storia di Ottoetrentacinque.
Correva l'anno 2005, e qui nella nostra umile azienducola, è tradizione che ci si occupi delle cose solo quando diventano urgenti.
Ovvero, divenne urgente occuparsi di una procedura europea riguardo internet (sai, quelli dell'Unione Europea mica cazzeggiano come noi di Ottoetrentacinque, se loro ti danno una scadenza, è meglio rispettarla) e per adeguarsi in tempo, la Talpa rimase con Papà (e/o Lo Zio, ma questo non è rilevante) fino alle 10 di sera. Facendo, conti alla mano, 4 ore di straordinario.
Indubbiamente lodevole da parte della Talpa.
Solo che ora questo è diventato un cavallo di battaglia: ogni qualvolta che la Talpa si sente vittima di mobbing e ingiustizie, scatta il "perché quella volta io sono rimasta qui fino alle 10 per..."
Ora, un paio di considerazioni:
1) il tuo straordinario, era pagato. Molte persone si fanno tutti i giorni ore di straordinario gratis.
2) è successo una sola volta, in condizioni straordinarie, su oltre 10 anni di lavoro
3) l'azienda, prima e dopo, ti è venuta incontro più di una volta
4) prendi uno stipendio che in tutte le altre aziende ti sogni (infatti se sei ancora qui, è solamente per quello)
...devi ancora menarla a lungo per quelle 4 cazzo di ore? Dieci di sera, fuori dall'ufficio, dentro a un bar, un paio di birrette, e tutti a casa contenti. Come mai certe cose non capitano mai a me?





